Rebecca in visita al Project Walk di Orlando

Quest’anno mentre ero in vacanza con la mia famiglia ho deciso di andare a visitare il centro di riabilitazione “Project Walk” di Orlando (Florida).

1 Project Walk OrlandoVolevo vedere che tipo di riabilitazione utilizzassero per aiutare le persone a rimettersi nuovamente in piedi. Seguivo infatti da qualche tempo il Project Walk tramite le notizie che apparivano principalmente on line e su Facebook e sono sempre stata interessata a capire cosa facessero davvero.

Essendo paraplegica infatti non vedo l’ora di imparare tutto ciò che può aiutarmi a tornare di nuovo come ero. A Project Walk ho trovato un clima molto incoraggiante. Ero sbalordita guardando alcuni pazienti mentre facevano esercizi che credevo, visto il tipo di lesione, non saremmo mai stati in grado di fare di nuovo, mi è sembrato semplicemente fantastico!! Il Project Walk da alle persone con Lesione Spinale speranza di recuperare utilizzando principalmente l’elettrostimolazione esterna  per promuovere la riorganizzazione del sistema nervoso in modo da far ricordare ai nervi e ai muscoli come lavorare di nuovo.3

Gli spasmi muscolari vengono utilizzati per costruire massa muscolare in modo che giochino a favore piuttosto che contro di noi.  Inoltre utilizzano un sacco di esercizi a carico naturale o con pesi leggeri e a resistenza elastica; questo di per sé favorisce la salute delle ossa. Naturalmente non dicono alle persone che saranno in grado di saltare fuori dalla sedia e uscire fuori dalla porta, ma sostengono che nel migliore dei casi il paziente sarà in grado di recuperare delle funzioni e continuare a migliorare grazie agli esercizi che permetteranno di aiutare il corpo a ricordare come muoversi.

Nei casi peggiori il paziente lascerà il centro avendo acquisito maggiore “indipendenza” perché avrà imparato ad usare al meglio le funzioni motorie residue. I benefici per la salute che si possono ottenere sono grandi e questo è qualcosa che è davvero necessario per una persona con lesione spinale.

I risultati che dicono di aver ottenuto sono:

  • Maggiore attività del sistema nervoso centrale
  • Aumento della massa muscolare
  • Aumento della circolazione
  • Aumento della sensibilità in alcuni pazienti
  • Maggiore percezione del caldo e del freddo in alcuni pazienti
  • Maggiore controllo della vita
  • Diminuzione dell’insorgere di piaghe da decubito
  • Diminuzione dell’uso di farmaci
  • Diminuzione di problemi di salute associati ad una lesione del midollo spinale
  • Speranza

2 Project Walk OrlandoQuindi questo tipo di terapia può essere un  vantaggio di tutti noi. E’ ovvio che non è una cura per la paralisi purtroppo, ma è un ottimo modo per mantenere il nostro corpo in forma, nell’attesa che i ricercatori ci diano la notizia che aspettiamo da tempo.

Come Cure Girl credo che tutti dovremmo avere la possibilità di poter accedere a questo tipo di riabilitazione per poter capire se abbiamo ancora margini di miglioramento e mantenere il nostro corpo in forma.

Vorrei ringraziare Lisa, Amanda e Brock per avere permesso a me e alla mia famiglia di visitare Project Walk.

Ci tornerò sicuramente.

Cure Girl Rebecca

Per maggiori info: http://projectwalk.com

Le Cure Girls spingono per la Cura

the cure girls team

Nelle ultime settimane le Cure Girls hanno partecipato ad alcuni importanti eventi sportivi per poter condividere con un pubblico sempre più ampio il nostro messaggio a supporto della ricerca di una cura per la lesione spinale cronica.

Lo scorso 3 maggio abbiamo partecipato alla Wings for Life World Run 2015. Il nostro motto è stato: “Io spingo per la cura – I push for a Cure”.

Le Cure Girls Arcangela, Barbara e Loredana hanno spinto per la Cura in Italia, a Verona, mentre Sabrina faceva la stessa cosa, nello stesso momento in Brasile. Al nostro fianco un vero e proprio Cure Girls Team; un nutrito gruppo di amici e sostenitori che hanno corso con noi e ci hanno supportato.

Clicca per vedere tutte le Foto e i video: “Perché Valeria ha corso la WFL World Run” e “Sabrina e il cure girls team Brasiliano”.

Chi non poteva essere presente a causa delle conseguenze della lesione spinale o perché impegnato in altri eventi di raccolta fondi, come ad esempio la nostra Cure Girl Marina, ha comunque fatto sentire la propria presenza mandandoci un video (Marina con Stefano Pirazzi dalla Granfondofiuggi Valerio Agnoli) o contribuendo a diffondere il messaggio della World Run tramite i social network.

Alla World Run hanno partecipato più di 100000 persone e sono stati raccolti circa 4,2 milioni di euro da destinare alla ricerca.

loredana e marina al giro d_italia_Fotor_Collage

Per continuare la nostra opera di sensibilizzazione e di raccolta fondi per la ricerca di una cura che possa finalmente rendere la paralisi reversibile, le Cure Girls Marina e Loredana sono state inoltre al Giro d’Italia (clicca per vedere tutte le foto) e prossimamente saranno presenti ad altri importanti eventi sportivi come ad esempio la Cycling Marathon che si terrà a Monza il prossimo 27 giugno.

Per supportarci ed essere informati sulle nostre attività, rimanete in contatto con noi tramite il nostro blog e le nostre pagine Facebook, Twitter e Instagram.

Cure Girls

The Cure Girls Push for a Cure

the cure girls team

In the past weeks, the Cure Girls have partecipated to many sport events to share our message in support of research to find a cure for chronic spinal cord injury.

On May 3th, the Cure Girls took part to the Wings for Life World Run 2015.

Our “motto” was : “I push for a cure”.

Arcangela, Barbara and Loredana pushed for a cure in Italy, while Sabrina at the same time was partecipating at the World Run in Brazil. The other Cure Girls supported the World Run promothing the event through friends and social media.

In our support we had a Cure Girls Team; a large group of friends and supporters who have raced with us.

Click to see photos and Videos: “Why Valeria ran WFL World Run”  and “Sabrina and the Brazilian cure girls team”.

More than 100 000 people have partecipated to the World Run and € 4.2 million for spinal cord research were raised.

loredana e marina al giro d_italia_Fotor_Collage

The Cure Girls Marina and Loredana also took part in the Giro d’Italia, the most important italian cycling event known around the world. (Click to see photos)

They will be also present at the Cycling Marathon and in other sporting events during the whole summer to continue raising awareness and funds for research to make chronic spinal cord injury curable.

If you want to support us, follow our blog and our  pages on facebook, Twitter and Instagram.

Cure Girls

The Cure Girls support Nicholls Spinal Injury Foundation (NSIF)

After our visit to the UK-based charity in January 2015 (see the blog) the Cure Girls Lolly, Marina and Loredana have decided to support NSIF.

Cure Girl Lolly

Lolly has just cycled 282 miles which is the equivalent distance from London to Newcastle to raise money for NSIF. On March 21st Lolly said: “I finally did it! Day 17, I’ve just cycled 282 miles which is the equivalent distance of London to Newcastle!!  So happy! Whoop! Still can’t celebrate yet as still on my chocolate and alcohol ban for March! it’s still not too late to sponsor me on www.justgiving.com/Lorraine-Mack1 as my story is about to go on TV and online soon so will be keeping my page open”.

Marina and Loredana (president and vice president of “Marina Romoli Onlus (MRO) – a non profit organization created by Marina to raise money for cure research) after the meeting with NSIF and prof. Raisman have shared all they have learned at the meeting with the board of MRO and come to the decision to donate 70000€ to NSIF. “In the last few years I have been following SCI research and I have realized that most research in this field focus on finding therapies that work only on acute SCI (within a few days after injury). Unfortunately in people living with SCI  the lesion has become “chronic” which requires a different approach to achieve functional recovery. I want topoint out also that the goal of Marina Romoli Onlus (MRO) is a biological cure, not compensatory devices such as robotic legs.

MRO BOARD – Loredana Longo, Giulia De Maio, Marina Romoli

For that to happen it is essential to achieve regeneration of the nerve fibers in the chronically damaged spinal cord. The line of research of prof. Raisman and dr. Tabakow, both supported by Nsif, focus on regeneration of the nerve fibers and it is applicable to chronic SCI as shown for the first time by the functional recovery achieved by Darek Fridyka that has been scientifically documented. After our meeting in January 2015 I have shared all these considerations with the board members of MRO and we have concluded to make this donation to Nsif” said Marina.

The Cure Girls meet with Prof Raisman and Nicholls Spinal Injury Foundation

 “We are incredibly grateful to Marina for this donation. We are at a crucial time currently with the research we are funding. Every donation is vital in helping the scientists turn their innovative work into a treatment for spinal cord injury,” said Mike Milner, CEO, nsif.

For more information visit the website

Cure Girls

Le Cure Girls supportano la NSIF  

Dopo l’incontro avvenuto a Londra lo scorso gennaio con i vertici della Nsif e il Prof. Raisman, le Cure Girls Lolly, Marina e Loredana hanno deciso di supportare la NSIF.   (vedi blog)

Cure Girl Lolly

Lolly Mack ha compiuto una pedalata virtuale di 282 miglia per attirare l’attenzione sul nostro problema e raccogliere fondi tramite l’apertura di una pagina justgiving che andrà a finanziare direttamente la NSIF. Lolly ha dichiarato entusiasta: “Ho pedalato per 282 miglia, la distanza equivalente da Londra a Newcastle! Non è ancora troppo tardi per darmi il vostro supporto, chi volesse contribuire potrà fare una donazione a questo link.”

Marina e Loredana dopo l’incontro avvenuto a Londra hanno condiviso le informazioni con gli altri membri del consiglio dell’ Ass. Marina Romoli Onlus (MRO) e con il Presidente dell’associazione RIIM Daniele Castellaneta e hanno deciso di effettuare una donazione alla  Nsif di 70.000€.”

Board Marina Romoli Onlus

Loredana Longo, Giulia De Maio e Marina Romoli

Marina dichiara: “Negli ultimi anni ho seguito la ricerca sulle lesioni spinali e mi sono resa conto che la maggior parte degli studi in questo campo si concentra sulla ricerca di terapie che potrebbero funzionare solo in una lesione spinale acuta (ovvero entro pochi giorni dopo l’infortunio). Purtroppo nella maggior parte delle persone mielolese la lesione è ormai diventata “cronica”, e questo richiede un approccio diverso per  giungere ad un recupero funzionale. Voglio sottolineare, inoltre, che l’obiettivo della Marina Romoli Onlus è una cura biologica, non finanziare ricerche che riguardano dispositivi di compensazione come gambe robotizzate. Affinché ciò accada è indispensabile che nella lesione spinale cronica avvenga la rigenerazione delle fibre nervose. La linea di ricerca del prof. Raisman e dr. Tabakow, supportata da Nsif, si focalizza sulla rigenerazione delle fibre nervose ed è applicabile nella lesione spinale cronica, come mostrato per la prima volta dal recupero funzionale, scientificamente documentato, raggiunto da Darek Fridyka. I ricercatori pare abbiano identificato una procedura che potrebbe portare a un trattamento per lesioni del midollo spinale, ma senza i finanziamenti necessari a confermare questi dati in più pazienti, questa ricerca non potrà progredire per questo abbiamo deciso di effettuare questa donazione alla Nsif.”

The Cure Girls meet with Prof Raisman and Nicholls Spinal Injury Foundation

Mike Milner, dirigente della Nsif ha dichiarato: “Siamo incredibilmente grati per questa donazione. Attualmente ci troviamo in un momento cruciale per la ricerca che stiamo finanziando. Ogni donazione infatti è di vitale importanza per aiutare i ricercatori a trasformare il loro lavoro innovativo in un trattamento per le lesioni del midollo spinale “.

(Leggi anche il comunicato stampa integrale in inglese sul sito della NSIF)

Cure Girls

Meeting delle Cure Girls con la Nicholls Foundation ed il prof. Raisman

Il 27 gennaio 2015 le Cure Girls italiane Loredana e Marina e le Cure Girls inglesi Lolly e Ruth sono state a Londra per incontrare i vertici della Nicholls Foundation (NSIF) ed il prof. Geoffrey Raisman. Per la NSIF erano presenti l’amministratore delegato Mike Milner e Alice Crookenden membro dello staff della NSIF. The Cure Girls meet with Prof Raisman and Nicholls Spinal Injury Foundation socialChi segue il blog delle Cure Girls ricorda sicuramente che, nell’ottobre 2014, il prof. Geoffrey Raisman ed il dr. Pawel Tabakow hanno pubblicato i risultati di uno studio clinico riguardante un paziente con lesione spinale cronica che ha recuperato alcune funzioni motorie e sensoriali a seguito di un intervento chirurgico. Da allora la NSIF si è fortemente attivata per raccogliere i fondi necessari a far progredire questa linea di ricerca. L’obiettivo è di raccogliere i 10 milioni di sterline necessari per sviluppare questa linea di ricerca del prof. Raisman ed il suo gruppo. Ma a cosa serviranno questi soldi? Prima di tutto nel 2015 si intende iniziare a trattare altri 10 pazienti con lo scopo di confermare i risultati osservati sul primo. Una volta ottenute le necessarie autorizzazioni, l’intenzione sarebbe quella di trattare 5 pazienti in un centro nel Regno Unito e altri 5 in Polonia. Ci vorranno alcuni anni per trattare questi pazienti che per essere arruolati nello studio clinico, dovranno presentare una lesione provocata da un taglio del midollo spinale (cosa piuttosto rara). L’intervento chirurgico è un’intervento molto invasivo inquanto prevede la rimozione di uno dei due bulbi olfattivi. Attualmente il Dr. Pavel Tabakow sta esercitandosi su dei cadaveri per sviluppare una tecnica di intervento il meno invasiva possibile che gli permetta di prelevare le cellule da uno dei due bulbi olfattivi. Allo stesso tempo il prof. Raisman ed il suo team stanno lavorando per trovare cellule efficaci come quelle del bulbo olfattivo, ma ottenute da altre fonti in modo molto meno invasivo per il paziente in modo da evitare la rimozione del bulbo. Una delle principali critiche di questa linea di ricerca è che si focalizza sulla lesione midollare da taglio, che è molto rara, invece che sulla lesione contusiva che è molto più comune nei pazienti. Per comprendere le ragioni di questa scelta è necessario valutare i “pro e contro” della lesione da taglio. In questa fase il gruppo di ricercatori intende dimostrare che il recupero funzionale osservato nel paziente Darek Fidyka è dovuto alla rigenerazione delle fibre nervose invece che alla cosi detta “plasticità neuronale” che consiste solo in una riorganizzazione di connessioni nervose sopravvissute al trauma.

_78415257_darek-tabakow-raismanLa lesione da taglio è quella che meglio si presta per questo scopo. Quindi questo studio non ha lo scopo di dimostrate che la rigenerazione è possibile nella lesione spinale contusiva, ma quello di dimostrare che la rigenerazione è possibile dopo una lesione spinale cronica in genere. Ciò rappresenta il primo passo indispensabile per arrivare ad una terapia efficace anche per le lesioni contusive che sono la maggior parte delle lesioni spinali.

In questo momento il problema principale è trovare i fondi necessari per continuare la sperimentazione sui pazienti e possibilmente trovare una migliore fonte di cellule efficaci al posto di quelle prelevate dal bulbo olfattivo.

Cure Girls

The Cure Girls meet with Prof Raisman and Nicholls Spinal Injury Foundation

In the London offices of the Nicholls Spinal Injury Foundation (NSIF) on a cold January afternoon, the Cure Girls met with Prof. Raisman, NSIF acting CEO Mike Milner and NSIF staff member Alice Crookenden.The Cure Girls meet with Prof Raisman and Nicholls Spinal Injury Foundation social Regulars to the blog will remember that it was Prof Raisman and Dr Pawel Tabakow who published ground breaking research in October showing regeneration of the spinal cord using olfactory ensheathing cells (OECs). NSIF are currently undertaking extensive fundraising to ensure this research can progress. They are aiming to raise £10m which is to be used exclusively by Raisman and his team. So, how is this money to be used and how do they plan to move this research forward? Replication of the initial results is the primary step and is due to start this year. Depending upon regulatory approval within the UK, replication studies will take place in both the UK and Poland.Prof Raisman suggests that 5 people would be required for each study. OECs are harvested from the olfactory bulb which is located within the brain. Surgery to harvest the cells is invasive, potentially dangerous and expensive but Dr Pawel is already working on cadavers to simplify the surgical removal of the olfactory bulb. At the same time Prof. Raisman and his team are working to find a different source of cells which are easier to harvest and as effective as OECs. The hope is that in the future the removal of the olfactory bulb will not be necessary.  One of the major criticisms of this research is that it focusses on a rare injury model – the transected cord, rather than the contused cord. To understand why this research has not been designed around contusion type injuries, we have to understand the pros and cons of the transection model. _78415257_darek-tabakow-raismanThe team of researchers wanted to show beyond a doubt that the recovery seen in the well documented patient, Darek Fidyka, was from regeneration and not from plasticity. The transection model was ideal for this. It’s important to grasp that this research was not aimed at proving regeneration in contusion type injuries; it aimed to prove that regeneration is possible. Therefore the researchers chose the most appropriate injury model to prove this. Once the replication study has been accomplished, the surgery technique will need to be adjusted to contusion type injuries. Moving forward there are multiple challenges, not least raising sufficient funds to commence replication tests and to continue the search for more effective cells.

Cure Girls

Life as a Quad

I want to share a letter sent to me by a friend quadriplegic.
Please read it to the end as it reveals some consequences of paralysis that are the reasons why we Cure Girls struggle so much to make Chronic Spinal Cord Injury become curable.
Life goes fast and everyone has the right to live it 100%!

Cure Girl Loredana

hope

A total and permanent disability results in a condition of suffering and discomfort making people change over time; this is an inevitable process, at least for most of those who are involved. Strength, courage, hope are like those friends who remain next to you until things go well, but they get away when fears and worries prevail making you their slave. Spinal cord injury is one of many diseases that, in most cases, brings to a severe and permanent disability; the worst occurs when the damage involves the first cervical vertebrae, causing paralysis in all four limbs.

The dramatic consequence of such a diagnosis is the total dependence on others for all activities of daily living… a drama that affects not only people with disability, but also their family often left alone to face the unexpected situation. So everyone has to play their part, each one has to cope with the pain and anger according to their character and their strength of will. A mother will always try not to look discouraged to her child who needs to be washed, dressed and get up every morning… and a child will see his/her mother strong and relentless so he/she will try to avoid being seen sad or angry. It is not simple, but this is the only way to react, otherwise there is depression with its irreversible consequences. So you choose the most challenging road, living better with your possibilities; and then we should not ever loose hope, maybe time will bring good news, research will progress and will find at least one way to make dependent people able to manage by themselves, allowing them to face the daily problems without that voice echoing obsessively in your head: “what will happen to me if I remain alone”?dolore dietro ad un sorrisoMeanwhile the days go by, they become months, years… you can achieve some goals: school, graduation, meeting with friends, family celebrations, small trips, but also that trip you would never thought you could make… there are several experiences you can put in the book of beautiful memories. Thanks to this, you can think positive and smile; people will express their respect, affection, some even envy you: “I wish I have just a little bit of your strength…!” they say. And you smile. But then comes the time.

For many years you have been able to manage your paralysis with courage and determination… you left behind all the problems you have had. One day, however, your care (sometimes excessive) in checking up your health, betrayed you… a moment of distraction, and that’s a complication of your disease that made you even more imprisoned. It looked like a small graze (how many you have had before!) but it became an ulcer; you need medication, antibiotic treatments to remove the infections (you risk a sepsis!)… and worst of all, you have to stay in bed nearly all day long. Yes, that’s right, you can not stand in your wheelchair! You were expecting a change in your condition, and after 24 years here it is! Being ironic doesn’t help you feeling less dejected, does it? But even this time you don’t want to give in, you are so stubborn! But why those panic attacks? What makes you scared? There is nothing mysterious about it… it is that until then you had not realized how it was unbearable not being independent. Now that you need more assistance, you realize that you can not rely on your parents forever, and you can not afford a professional care at least; you try every way to avoid foreign caregivers (just pronouncing these words makes you sad). And you had found someone who turned out to be the best solution… until you were told: “I can’t continue”. So that’s back that obsession, now it dwells in your head… “Who can I rely on as a person with a severe disability in order to assert my right of being independent from my parents”? The loss of autonomy is the main problem for a quadriplegic… the anguish to be depend forever from others can be so frustrating as to overshadow the disease itself. But there is something more… Since you became paralyzed, you have seen people live the life you could only imagine. Your paralysis occurred when you were not a teenager yet… you saw your friends falling in love, walking with their boyfriend holding hands, going on vacation with him… they invited you to their wedding, you saw them overjoyed with their baby in their arms. You envied them, and felt guilty about it… envy makes you feel a bad person. But you could not help feeling that way… you just wanted to be happy like them… and unfortunately what would have made you happy is what your friends have had. felicità2But how to confess that weakness without feeling ashamed of? The dilemma “whether to talk about it or not” has always tortured you… and while you were torturing you kept on smiling, and while you were smiling you wondered if someone might have noticed the mask you were forced to wear. The goals achieved, the fulfillment of some dreams… these things compensated for a while all the missed experiences along the path of your life. Suddenly you find yourself with no opportunities. After so many years, there you are without a way out that can continue to compensate what you have always missed: the experiences which make you realize that you are growing, you are no longer tied to the umbilical cord, you are independent. Experiences where you are at the center of the world for someone, someone special who looks at you like no one else can do… the experiences of those hugs, kisses, caresses… the walk in the mountains on a cool August morning… the waiting for the sunrise on the beach… walking hand in hand along the shore of a calm sea… Your total paralysis prevented you living these wonderful moments with Porta dischiusathat special person. You can not count the nights spent crying in silence because of this… but you had to accept the reality to not going crazy. And the grim reality is that a paralyzed body is not attractive, and the inner beauty and unconditional love are just hypocrisy. There was a time when hope was a great open door, through which entered a bright light… but as time was going by you saw the door closing slowly and the light becoming more and more dim, narrow, until it disappeared behind the door. The faint ray that now seeps through the keyhole is the only sign that makes you realize that the light is still out there… but you need someone or something to reopen the door to start to hope again.

Una Vita da Tetraplegica….

Il 2014 è finito ed è tempo di bilanci. Ho pensato di iniziare il nuovo anno pubblicando la lettera inviatami da un’amica tetraplegica. Vi prego di leggerla fino in fondo in quanto rivela alcune conseguenze poco conosciute della paralisi che sono alla base dei motivi per cui noi Cure Girls lottiamo così tanto perché La lesione Spinale Cronica diventi presto Curabile.

La vita scorre veloce e tutti hanno il diritto di viverla al 100%.

Buon 2015 a tutti!

Cure Girl Loredana

hopeUna disabilità permanente comporta una condizione di sofferenza e disagio che nel tempo trasforma le persone; è un processo inevitabile, almeno per la maggior parte di chi ne è coinvolto.

La forza, il coraggio, la speranza sono come quegli amici che ti restano accanto finché le cose vanno bene, per allontanarsi quando le paure e le preoccupazioni prendono il sopravvento rendendoti loro schiavo.

La lesione del midollo spinale è una delle tante patologie che, nella quasi totalità dei casi, provoca gravi e gravissime invalidità permanenti; le peggiori avvengono quando il danno coinvolge le prime vertebre cervicali, causando la paralisi a tutti e quattro gli arti.

La drammatica conseguenza di una tale diagnosi è la dipendenza totale dagli altri per tutte le attività della vita quotidiana… un dramma che non è soltanto della persona colpita, ma anche dei suoi famigliari che, il più delle volte, vengono lasciati soli ad affrontare la situazione imprevista.

Così, ognuno deve fare la sua parte, ognuno elabora (se ci riesce) il dolore e la rabbia secondo il proprio carattere, in base alla sua forza di volontà. Una madre si guarderà sempre bene dal farsi scoprire sconfortata dal figlio che lava, veste e alza ogni mattina… e il figlio vedrà in sua madre ogni giorno la forza e il coraggio, per questo cercherà in tutti i modi di non farsi vedere abbattuto o arrabbiato. È tutt’altro che semplice, ma è l’unico modo di reagire, l’alternativa è la depressione con le sue conseguenze irreversibili.

Quindi, si sceglie la strada più impegnativa, vivere al meglio con le proprie possibilità; e poi non bisogna perdere mai la speranza, il tempo magari porterà buone notizie, la ricerca farà progressi e troverà almeno un modo per far diventare una persona non autosufficiente in grado di gestirsi da sola, permettendole di affrontare i problemi di ogni giorno senza quella voce che risuona ossessivamente nella testa: “cosa ne sarà di me se rimarrò solo/a”?

Intanto i giorni passano, diventano mesi, anni… riesci in ciò che ti sei proposto: la scuola, il diploma, la laurea, il ritrovarsi con gli amici, le feste in famiglia, le piccole gite fuori porta, ma anche quel viaggio che non avresti mai pensato di poter realizzare… sono diverse le esperienze che puoi mettere nell’album dei bei ricordi. Grazie a questo, riesci a pensare positivo e a sorridere; la gente ti esprime la sua stima, il suo affetto, alcuni addirittura ti invidiano… “vorrei avere anche solo un briciolo della tua forza…!” E tu sorridi.

Ma poi arriva quel momento.

Per tanti anni hai saputo gestire la tua paralisi e quello che ne consegue con coraggio e determinazione… i problemi che hai avuto li hai superati e lasciati alle spalle.

Un giorno, però, la tua scrupolosità (a volte eccessiva) negli accertamenti per tenere sotto controllo la tua salute, ti ha tradito… un attimo di distrazione, ed ecco una complicazione della tua patologia che ti ha reso ancora più prigioniera. Quella che all’inizio si era presentata come una piccola escoriazione (quante ne hai avute prima!) è diventata un’ulcera; hai bisogno di medicazioni, cure antibiotiche per eliminare le infezioni (una setticemia sarebbe fatale!)… e cosa non meno importante, devi passare a letto la maggior parte del tempo. Sì, hai capito bene, non puoi stare sulla tua sedia a rotelle! Aspettavi un cambiamento della tua condizione, e dopo 24 anni è arrivato! L’amara ironia non fa apparire tutto meno drammatico, vero? Ma neanche stavolta cedi allo sconforto, sei proprio una testa dura! Sì, una testa dura, anzi durissima!

E allora cosa sono quelle crisi di panico? Di cosa hai paura?

Non c’è niente di misterioso che è intervenuto… c’è che fino ad allora non avevi constatato quanto fosse insopportabile la mancanza dell’autonomia. Ora che hai bisogno ancora di più dell’assistenza, ti rendi conto che i tuoi non potranno aiutarti ancora per molto, e non puoi permetterti un’assistenza quantomeno professionale; cerchi in tutti i modi di evitare di ricorrere alle badanti straniere (ti scende addosso una tale tristezza solo a pronunciarlo quel termine)… e sembrava che avessi trovato una soluzione che si stava dimostrando la migliore… finché ti hanno detto: “non posso”.

E così, ecco ritornare quel chiodo fisso che ormai ha preso dimora fra i tuoi pensieri… “su chi posso contare affinché anch’io, persona con una gravissima disabilità, possa far valere un mio diritto, ovvero essere indipendente dai miei genitori”?

Il dramma nel dramma, questa è la situazione in cui si viene a trovare una persona tetraplegica… l’angoscia di dipendere a vita dagli altri può rivelarsi talmente frustrante da far passare in secondo piano i problemi portati dalla patologia.

Ma c’è dell’altro…

Da quando sei rimasta paralizzata, intorno a te hai visto le persone fare le esperienze che tu potevi solo immaginare.

Ti è capitata questa disgrazia che non eri ancora adolescente… hai visto le tue amiche innamorarsi, passeggiare con il loro ragazzo mano nella mano, partire con lui in vacanza… ti hanno mandato l’invito per il loro matrimonio, li hai visti pazzi di gioia con il loro bambino in braccio.

Tu li osservavi provando invidia, e per questo ti sentivi anche in colpa… l’invidia è un sentimento che logora l’anima. Ma non riuscivi a non provarne… volevi solo essere felice anche tu… e purtroppo, per esserlo, volevi ció che avevano loro.

Ma come confessare questa debolezza senza sentirne vergogna? Il dilemma “se uscire o no allo scoperto” ti ha sempre torturato… e mentre ti torturavi, continuavi a sorridere, e mentre sorridevi ti chiedevi se almeno per una volta chi ti vedeva sorridere si fosse accorto della maschera che eri costretta a indossare.

Il titolo di studio conseguito, il sogno di un viaggio che si è realizzato, alcune tappe raggiunte hanno compensato per un po’ i numerosi spazi vuoti lungo il percorso della tua vita.

Improvvisamente ti ritrovi tutto questo solo nei ricordi.

Dopo tanti anni, eccoti senza una via d’uscita che possa continuare a compensare ciò che ti è sempre mancato: le esperienze che ti fanno capire che stai crescendo, che non sei più legata al cordone ombelicale, che puoi andare nel mondo da sola… le esperienze in cui ti trovi a essere al centro del mondo per qualcuno, una persona speciale, che ti guarda come nessun altro può fare… le esperienze di quegli abbracci, di quei baci, di quelle carezze… la passeggiata in montagna in una fresca mattina d’agosto… l’attesa di un’alba abbracciati sulla spiaggia… camminare mano nella mano lungo la riva di un mare calmo… La paralisi totale non ti ha permesso di vivere questi momenti semplicemente meravigliosi con quella persona speciale.

Le notti trascorse a piangere in silenzio a causa di questo non si contano… ma o accettavi la realtà, o rischiavi di impazzire. E la realtà amara è che un corpo immobile non é desiderabile, e la storiella della bellezza interiore e dell’amore incondizionato è una vera ipocrisia.

C’è stato un tempo in cui la speranza era una grande porta spalancata, da dove entrava una luce intensa… ma mentre il tempo faceva il suo corso, vedevi quella porta chiudersi piano piano e la luce farsi sempre più fioca e stretta, fino a scomparire dietro la porta.

Il flebile raggio che ora filtra attraverso il buco della serratura è l’unico segno che ti fa capire che la luce è ancora lì fuori… ma bisogna che qualcuno o qualcosa riapra la porta per ricominciare a sperare.

Merry Christmas and Happy 2015 from the Cure Girls

All Cure Girls want is a CURE for Paralysis
Merry Christmas and Happy 2015 from the Cure Girls!

Merry Christmas and Happy 2015 from the Cure Girls.

Merry Christmas and Happy 2015 from the Cure Girls.