The Journey to a Cure Video Series: Restoration

The Journey to a Cure Video Series has been created by the Canadian/American Spinal Research Organizations (CSRO/ASRO). In this video, their Director of Research, Anita Kaiser discusses therapies aimed at Restoration, including the use of Chondroitinase ABC and Intracellular Sigma Peptide. Our Italian followers can find the translation of the text below the video. 

I nostri follower italiani possono trovare la traduzione dei contenuti scorrendo sotto il video.

Riteniamo sia molto difficile spiegare cosa sia una lesione spinale e comprendere cosa si stia facendo per arrivare ad una cura per la paralisi. Abbiamo pensato che la serie di video “In viaggio verso una cura” creata dalla Canadian/American Spinal Research Organizations (CSRO/ASRO) potesse essere d’aiuto. In questo video, Anita Kaiser Direttore Scientifico della CSRO/ASRO ci parla di possibili terapie utili a ripristinare la crescita degli assoni delle fibre nervose danneggiate quali l’utilizzo dell’enzima Condroitinasi ABC e del Peptide sigma intracellulare (ISP).

RIPRISTINO

Con il termine “ripristino” in questo contesto ci si riferisce a tutte quelle terapie che hanno lo scopo di riattivare la crescita delle fibre nervose affinché possano oltrepassare la zona della lesione per ristabilire funzioni neurologiche dopo una lesione midollare. Nel video precedente abbiamo visto che la cicatrice gliale impedisce agli assoni di superare la zona della lesione. Senza terapie che mirano a ripristinare un ambiente favorevole alla crescita assonale oltre l’area lesionata, la rigenerazione degli assoni e le terapie di sostituzione cellulare non avrebbero successo.  Fortunatamente l’enzima Condroitinasi ABC e il Peptide sigma intracellulare (ISP), minimizzano gli effetti della cicatrice gliale.

Abbiamo visto che la cicatrice gliale si forma durante la fase secondaria di una lesione spinale. Gli astrociti non sono le uniche cellule che la costituiscono, ci sono anche delle molecole chiamate Condroitin-solfato-proteoglicani che circondano la lesione e impediscono ai nervi di oltrepassare quel punto. Questi proteoglicani contengono catene di zucchero ramificate dal loro nucleo proteico.

Dopo decenni di ricerche, gli scienziati hanno scoperto un enzima in grado di liberare le catene zuccherine dal nucleo proteico. Quando le cicatrici gliali vengono trattate con questo enzima, gli assoni sono in grado di crescere oltre l’area della lesione; l’enzima è il Condroitinasi ABC e si sta dimostrando molto promettente.

Le ricerche di laboratorio hanno rilevato che il trattamento con il Condroitinasi ABC ha portato alla rigenerazione degli assoni e al miglioramento della funzione motoria. Usata in combinazione con cellule in grado di rigenerare il midollo, come le cellule di Schwann e le cellule olfattive, il Condroitinasi ABC fornisce un maggiore recupero delle funzioni. Questo ci fa supporre che una cura per le lesioni del midollo spinale sarà probabilmente il risultato di una combinazione di terapie.

Sebbene ci sia stata una vasta ricerca di laboratorio sul Condroitinasi ABC, non si è ancora riusciti ad arrivare agli studi clinici sull’uomo; le difficoltà consistono nel rilascio dell’enzima in modo che possa raggiungere il midollo spinale. Nonostante queste complicazioni, è in corso una ricerca per portare il Condroitinasi ABC agli studi clinici creando un virus che funga da veicolo per rilasciare nelle cellule un gene grazie al quale saranno poi in grado di produrre il Condroitinasi ABC.

La cicatrice gliale è un muro attorno alla lesione che intrappola gli assoni. Le punte degli assoni hanno un recettore che viene agganciato dalle molecole di proteoglicani all’interno della cicatrice gliale, come un effetto velcro. In pratica, si crea una connessione come in una sinapsi e gli assoni la riconoscono come tale, perciò si comportano come se stessero svolgendo il loro compito abituale, cioè trasmettere segnali anche se si trovano nel posto sbagliato.

Un peptide, cioè un frammento di una proteina, chiamato Peptide sigma intracellulare (ISP), blocca questo recettore sull’assone permettendogli di scorrere oltre la cicatrice gliale. Questo esperimento è stato fatto in laboratorio, ma ciò che avviene in laboratorio non sempre si riesce a replicare negli animali o nell’uomo con gli stessi risultati. Tuttavia, quando l’ISP è stato iniettato nei topi con una lesione spinale toracica, gli assoni sono cresciuti oltre la cicatrice gliale. Quando ciò avviene, si ottiene un recupero di funzioni, ma anche molta variabilità (a volte si ha un recupero notevole, altre volte il recupero è limitato); questa differenza probabilmente è dovuta allo sprouting* (crescita di assoni o dendriti da un assone danneggiato o anche intatto, verso aree denervate a causa del danno ad altri neuroni), un processo che si verifica naturalmente al di sotto della lesione. L’ISP consente agli assoni che si trovano al di sopra della lesione di scivolare oltre la cicatrice e creare connessioni con gli assoni appena “germogliati”. Alcuni topi potrebbero non aver avuto così tanto sprouting, quindi l’ISP non li ha aiutati, mentre in altri questo fenomeno si sarebbe verificato maggiormente e quindi hanno recuperato una quantità significativa di funzioni.

Come il Condroitinasi ABC, l’ISP può essere somministrato anche a chi ha una lesione spinale cronica e anche in questo caso potrebbe dimostrarsi efficace. Devono ancora essere apportati alcuni miglioramenti con il dosaggio e il controllo dello sprouting, prima di arrivare agli studi sull’uomo. Tuttavia questi primi esperimenti di laboratorio suggeriscono che il peptide sigma intracellulare raggiunge il midollo spinale e ha un effetto positivo.  

The Journey to a Cure Video Series: Biology of the Spinal Cord – Part 2

The Journey to a Cure Video Series has been created by the Canadian/American Spinal Research Organizations (CSRO/ASRO).

Here is the second animated video. In this continuation of the biology of the spine we examine the formation of the glial scar, and the impact of a spinal cord injury on the human body. Shortly we’ll post more videos of the series. Our Italian followers can find the translation of the text below the video.

I nostri follower italiani possono trovare la traduzione dei contenuti scorrendo sotto il video.

Riteniamo sia molto difficile spiegare cosa sia una lesione spinale e comprendere cosa si stia facendo per arrivare ad una cura per la paralisi. Abbiamo pensato che la serie di video “In viaggio verso una cura” creata dalla Canadian/American Spinal Research Organizations (CSRO / ASRO)  potesse essere d’aiuto.

Ecco il secondo video sulla biologia della colonna vertebrale. In questo video si parla di specifici tipi di cellule, delle loro funzioni e di come vengano studiate dall’attuale ricerca. Nei prossimi giorni condivideremo altri video appartenenti alla serie.

Le cellule gliali

Ci sono tre principali tipi di cellule gliali: astrociti, oligodendrociti e microglia. Gli astrociti sono cellule a forma di stella che hanno diverse propaggini ramificate. In condizioni normali, queste cellule occupano un vasto spazio nel sistema nervoso centrale e forniscono un supporto strutturale ai neuroni. Sono essenzialmente l’impalcatura del sistema nervoso centrale e mantengono i neuroni al loro posto. Gli oligodendrociti sono cellule con appendici specializzate che si ramificano da ogni corpo cellulare ed hanno la capacità di mielinizzare i neuroni. Queste appendici si aggrappano agli assoni e li rivestono di mielina, permettendo così che la comunicazione passi correttamente attraverso gli assoni. Gli oligodendrociti condividono similarità con i loro cugini, le cellule di Schwann, cellule che si trovano nel sistema nervoso periferico e che producono mielina per i neuroni. La cosa interessante è che le cellule di Schwann hanno la capacità di rigenerarsi e in più guidano la rigenerazione degli assoni creando una via alla loro ricrescita con l’aiuto della mielina. Per questo sono considerate la chiave per la ricerca mirata alla rigenerazione degli assoni danneggiati in seguito a una lesione spinale. La microglia è composta da piccoli macrofagi a forma di stella che si trovano all’interno del sistema nervoso centrale. La loro funzione è di ripulire dalle scorie cellulari. Vanno alla ricerca di cellule danneggiate e altri pericolosi invasori per divorarli ed eliminarli.

Cosa succede dopo una lesione spinale?

La lesione spinale si può dividere in tre fasi: acuta, secondaria e cronica.

  • Fase acuta (nelle prime ore dopo la lesione);
  • Fase secondaria (che dura da minuti a settimane dopo la lesione);
  • Fase cronica (da mesi ad anni dopo la lesione)

La biologia di queste fasi gioca un ruolo importante nel determinare gli esiti funzionali. Inizialmente dopo la lesione, c’è subito un danno cellulare in cui alcuni nervi e cellule di supporto, come le cellule gliali, vengono anch’essi danneggiati o muoiono. Il meccanismo che provoca questo danno fisico segna la fase acuta e da subito i neuroni non mandano più segnali al di sotto della lesione, un processo conosciuto come shock spinale. In seguito inizia la fase secondaria, la più influente sul recupero funzionale. Il trauma iniziale al midollo spinale causa una reazione a catena di infiammazione e il rilascio di  sostanze chimiche dalle cellule danneggiate che uccidono o demielinizzano i neuroni sani e le cellule di supporto nell’area. Durante questa fase la microglia si attiva e forma i macrofagi; questi sono tipi di cellule che provocano infiammazione, una risposta normale alle infezioni e alle lesioni. Inoltre, durante questa fase, avviene la formazione della cicatrice gliale: gli astrociti si moltiplicano e si dispongono circondando la parte lesionata per proteggere il tessuto circostante. Questa barriera di astrociti, protegge sì i tessuti non compromessi dalla lesione, ma allo stesso tempo inibisce la rigenerazione delle cellule nervose. Gli astrociti e i macrofagi (che intervengono anch’essi nella formazione della cicatrice gliale) producono una molecola, il condroitin solfato proteoglicano (CSPG), che circonda la zona lesionata e inibisce la rigenerazione delle cellule nervose. Dove il tessuto viene danneggiato e le cellule (all’interno della cicatrice) si disintegrano, si forma una cisti liquida contenente molecole inibitorie che creano un ambiente che inibisce la rigenerazione nervosa. In sostanza, la cisti crea un’interruzione fisica e un ambiente ostile che blocca la ricrescita degli assoni, mentre la cicatrice gliale agisce come una barriera che contiene sostanze che impediscono la rigenerazione nervosa. Come vedremo in seguito, un’area della ricerca si occupa di dissolvere la cicatrice gliale e permettere così la ricrescita dei neuroni. Dopo alcuni mesi dal trauma la fase secondaria si arresta e inizia quella cronica dove la risposta infiammatoria e il danno neuronale si stabilizzano.  La fase cronica principalmente dà origine alla rigenerazione naturale di alcuni nervi, ma porta anche a complicazioni come la spasticità e il dolore neuropatico.

Attualmente, la ricerca sulle lesioni spinali è focalizzata su cinque principi chiave per riparare il midollo.

– neuroprotezione (proteggere le cellule sopravvissute da ulteriori danni)

– ripristino (dissolvere la cicatrice gliale)

– trapianto cellulare (sostituire le cellule perse e danneggiate)

– rigenerazione (stimolare la ricrescita degli assoni)

– riprogrammazione (usare i circuiti intatti per recuperare le funzionalità)

Gli sviluppi in ognuna di queste aree segnerà un passo significativo verso la cura della paralisi.

The Journey to a Cure Video Series: Biology of the Spinal Cord – Part 1

The Journey to a Cure Video Series has been created by the Canadian/American Spinal Research Organizations (CSRO/ASRO)  
Here is the first animated video about the biology of the spine describing the Central Nervous System, the Peripheral Nervous System and their functions. Shortly we’ll post more videos of the series. Our Italian followers can find the translation of the text below.

I nostri follower italiani possono trovare la traduzione dei contenuti scorrendo sotto il video.

Riteniamo sia molto difficile spiegare cosa sia una lesione spinale e comprendere cosa si stia facendo per arrivare ad una cura per la paralisi. Abbiamo pensato che la serie di video “In viaggio verso una cura” creata dalla Canadian / American Spinal Research Organizations (CSRO / ASRO)  potesse essere d’aiuto.

Ecco il primo video sulla biologia della colonna vertebrale che descrive il Sistema Nervoso Centrale, il Sistema Nervoso Periferico e le loro funzioni. Nei prossimi giorni condivideremo altri video appartenenti alla serie.

La Biologia del midollo spinale – Parte 1

Il cervello e il midollo spinale costituiscono il sistema nervoso centrale (SNC) che si ramifica nel sistema nervoso periferico (SNP) estendendosi verso le braccia e le gambe. I nervi fuoriescono dalle vertebre per connettersi e comunicare con muscoli e organi; il sistema nervoso periferico fa da ponte nella comunicazione tra il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e gli arti. Se dal cervello parte un segnale per muovere un braccio, esso passerà attraverso il midollo e il sistema nervoso periferico, quindi arriverà ai muscoli e il nostro braccio si muoverà. Viceversa, le informazioni possono andare dagli organi verso il cervello per comunicare quando si ha fame, quando avvertiamo un dolore o quando abbiamo bisogno di urinare.

Il midollo spinale è protetto da 33 vertebre e racchiuso in una membrana a tre strati. Le vertebre si dividono in 4 settori: cervicale, toracico, lombare e sacrale-coccigea.  La zona lombare ospita una fitta rete di connessioni nota come “Central Pattern Generator”. Questa zona è responsabile di movimenti ritmici che eseguiamo automaticamente, come ad esempio camminare. Ci sono due principali tipi di cellule nel midollo spinale: i neuroni e le cellule gliali.

I neuroni sono cellule nervose e sono responsabili della trasmissione di informazioni tra il cervello e il corpo. Si suddividono principalmente in tre tipi: neuroni motori, sensoriali e interneuroni. I neuroni sensoriali mandano informazioni verso il sistema nervoso centrale che riguardano sensazioni e stimoli; questi neuroni di solito trasmettono i messaggi anche agli interneuroni che sono molto corti e trasmettono in certi casi le informazioni in arrivo ai neuroni motori i quali poi le trasmettono ai muscoli per muoversi. La struttura di un neurone somiglia a un filo elettrico con un’estremità pronta a ricevere i messaggi attraverso una lunga corda per trasmettere il segnale all’estremità opposta dove inoltra l’informazione al neurone seguente. L’estremità del neurone che riceve il segnale si chiama dendrite e somiglia a un albero con tanti rami. La corda si chiama assone e può essere molto corta o arrivare a 90 cm ed è rivestita da una sostanza isolante detta guaina mielinica.

In che modo i neuroni si inviano i segnali?

L’estremità di un assone è collegato alle punte dei dendriti di un altro neurone. Un segnale elettrico, detto impulso nervoso, viene inoltrato lungo un assone attraverso piccoli spazi nella guaina mielinica, la quale riduce la distanza che il segnale percorre spezzando l’assone in piccoli segmenti piuttosto che scorrere per tutta la lunghezza dell’assone. Ciò rende la mielina essenziale per una trasmissione veloce del segnale. Il messaggio da un assone viene trasferito all’estremità del dendrite di un altro neurone attraverso un minuscolo spazio chiamato sinapsi. I neuroni non vengono mai a contatto fra di loro, inoltre il neurone presinaptico (quello che manda il segnale) rilascia dei neurotrasmettitori al neurone postsinaptico (quello che riceve il segnale). I neurotrasmettitori si legano ai recettori sul neurone post sinaptico che infine apre dei cancelli specializzati e permette agli impulsi nervosi di essere trasmessi. È importante conoscere la biologia del midollo spinale e delle sue cellule per puntare a nuove terapie di cui si parlerà nel prossimo video.

Tradotto da Barbara Bucci 

Ritorna la Wings for Life World Run

Cari amici,

manca poco alla prossima Wings for Life World Run l’evento internazionale promosso dalla fondazione Wings for Life che si svolgerà contemporaneamente in tutto il mondo il prossimo 6 maggio alle ore 13.

Lo scopo dell’evento è quello di sensibilizzare e raccogliere fondi a supporto della ricerca di una cura per la paralisi causata da lesioni spinali ma mentre in Brasile, come di consueto, Schermata 2018-04-06 alle 13.37.18.pngci sarà la Cure Girl Sabrina a rappresentarci, a differenza delle precedenti edizioni, stavolta in Italia per tutti noi sarà possibile partecipare alla corsa solo tramite APP RUN, l’applicazione per smartphone appositamente realizzata per l’evento.

Anche se non saremo tutti insieme in un’unica città, non dobbiamo assolutamente far mancare il nostro sostegno a questa meravigliosa iniziativa. Grazie all’applicazione che simula l’inseguimento della catcher car sarà infatti possibile partecipare e supportare comunque l’evento.

A tal proposito, il gruppo Runners & Bikers, sta organizzando in diverse località italiane percorsi per correre insieme, conoscersi, divertirsi e soprattutto partecipare alla raccolta fondi.  Invito pertanto tutti quelli che ci sostengono a verificare se nella vostra città è già stato creato un percorso e ad unirsi a noi e/o al gruppo Runners & Bikers Italian Live.

Nelle ultime settimane si sono aggiunti altri gruppi a sostegno delle Cure Girls, ad esempio il Team RUNDAY FOR THE CURE GIRLS .

Per maggiori info cliccate sui link sotto riportati.

Per essere sempre aggiornati vi invitiamo infine a seguire la nostra pagina Facebook dove troverete foto e news.

Ricordiamo che l’iscrizione alla gara va effettuata tramite l’app ufficiale di Wings for Life e costa 20 €.

Il ricavato andrà direttamente e totalmente alla organizzazione Wings for Life senza alcun intermediario. Il 100% dei fondi raccolti saranno utilizzati per supportare ricerche che rendano la paralisi reversibile!

Cure Girl Loredana

Per iscrizioni alla squadra Runners & Bikers Italian Live Sport e per informazioni sui loro gruppi presenti sul territorio potete scrivere all’indirizzo e-mail: runnersbikers@gmail.com indicando la città in cui si vuole partecipare.

Per maggiori info consultate i link relativi ai percorsi già predisposti:

Monza: https://www.facebook.com/events/172013766911429/

Parma: https://www.facebook.com/events/334125813759024/

Bologna: https://www.facebook.com/events/1996035050426446/

Roma: https://www.facebook.com/events/956662197825022/

Cagliari: https://www.facebook.com/events/1800191886941822/

Brescia: https://www.facebook.com/events/221560068402150/

Palermo: https://www.facebook.com/events/1983085878609312/

Lecce: https://www.facebook.com/events/2131448793752909/

Voghera: https://www.facebook.com/events/2234548143438721/

 

Lolly nominata ambasciatrice di Spinal Research

Spinal Research team with LollyIeri sono stata negli uffici di Spinal Research a Londra.

Louise Wheeler, responsabile della raccolta fondi e degli eventi della fondazione, mi ha donato un certificato di ringraziamento per aver raccolto 1.700 sterline grazie alla mia pedalata virtuale di 350 miglia. Le donazioni stanno ancora arrivando, quindi grazie ancora a tutti quelli che mi hanno sponsorizzato e aiutato ancora a sensibilizzare sulla necessita di una cura per la paralisi!

Sono sbalordita e anche molto orgogliosa di annunciare che sono inoltre diventata un ambasciatrice ufficiale di Spinal Research! Lavorerò duramente con l’organizzazione benefica per continuare a sensibilizzare attraverso la raccolta di fondi, l’organizzazione di eventi e la creazione di attività che facciano emergere l’urgenza di una cura per le lesioni del midollo spinale.Ambassador Lolly

Ci saranno un sacco di eventi interessanti in arrivo a favore di Spinal Research, a cui non vedremo l’ora di partecipare.

Cure Girl Lolly

Resta aggiornato su tutte le notizie e gli eventi di ricerca seguendo #spinalresearch su #Facebook #twitter e anche sul loro sito web: https://www.spinal-research.org/

 

Inoltre puoi anche tenere d’occhio i social delle cure girls! 🙂  www.curegirls.com

#CureGirls #onamission #cureparalysis #findacure #research #british #curegirl #lollymack #ambassador #charity #dontgiveupthefight #paralysed #quadriplegic #tetraplegic #wecandoit #nevergiveup

Lolly: I’ve become an official Ambassador for Spinal Research!

Yesterday I visited the Spinal Research team at their office in London.

Louise Wheeler, head of fundraising and events presented me with a certificate of thanks for raising £1,700 for my 350 mile virtual cycle. The donations are still coming in, so thanks again to everyone who sponsored me and still helping me raise awareness for a cure for paralysis!

I’m chuffed to bits and also very proud to announce that I’ve become an official Ambassador for Spinal Research! I will work extremely hard with the charity to keep raising awareness by fundraising, organising events and creating an urgency for a cure for spinal cord injury.

There’s lots of exciting events coming up for Spinal Research charity which I’ll be looking forward to participating in.

Stay in touch with all the research news and events by following #spinalresearch on #Facebook #twitter and also on their website: https://www.spinal-research.org/ 👣

You can also check out @curegirls http://www.curegirls.com for our fundraising/shenanigans! #CureGirls #onamission #cureparalysis #findacure #research #british #curegirl #lollymack #ambassador #charity #dontgiveupthefight #paralysed #quadriplegic #tetraplegic #wecandoit #nevergiveup

Cure Girl Lolly

Cure Girl Lolly’s Visit to the Miami Project to Cure Paralysis 2018

Lolly - Miami 3Recently I visited the Miami Project which is one of the largest research centres in the world for spinal cord injury.
Over the years I’ve been visiting the centre regularly and meeting with Dr Kim Anderson to catch up on the latest news and research updates. This time I also met Dr Katie Gant who will be taking over Kim’s role when she leaves soon to work in Cleveland.
Dr. Anderson and I spoke about funding the trials for the Miami Project and as always the funds derive from charities, in their case the majority from The Buoniconti Fund and recent donation from The Walkabout Foundation etc.
Lolly - Miami 1I asked the question which I ask every doctor and researcher that I meet and that is “When do you think a therapy will become available for a reversal for paralysis?” and as always no one can actually give us that answer. Dr Anderson understands our frustration as she too has a spinal cord injury and has been injured for 29 years.
I also asked “Researchers work in many different directions, exoskeletons, electrical stimulation, gene therapy, cell therapy etc. What is in her opinion the line of research that should have priority at the moment if our goal is to walk out of chairs?” Dr Anderson believes that all lines of research are important for spinal cord injury cure as it won’t be necessarily one therapy that will ultimately be a cure for us but we will need a range of physical therapy equipment along with a treatment or range of treatments to cure paralysis.
I also mentioned do they think the focus of cure in general has somewhat diminished since the passing of Christopher Reeve? Dr. Anderson did say that is why awareness is so important, just like what the Cure Girls and others like you are doing to educate and make a strong cure message!
She also replied I know that you girls will never give up!

Cure Girl Lolly

Aggiornamenti da Miami

Lolly - Miami 3Recentemente ho visitato il Miami Project che è uno dei più grandi centri di ricerca al mondo per le lesioni al midollo spinale.
Nel corso degli anni ho visitato regolarmente questo centro e ogni volta ho incontrato la dott.ssa Kim Anderson per informarmi sulle ultime notizie e sullo stato della ricerca. Questa volta ho avuto il piacere di parlare anche con la dott.ssa Katie Gant che assumerà il ruolo di Kim visto che a breve quest’ultima si trasferirà a lavorare a Cleveland.
Lolly - Miami 1La dott.ssa Anderson e io abbiamo parlato dei finanziamenti del Miami Project e come da consuetudine è emerso che i fondi provengono da enti di beneficenza, nel loro caso la maggior parte delle donazioni è arrivata dal Fondo Buoniconti e recentemente anche The Walkabout Foundation.
Ho posto la domanda che chiedo a ogni dottore e ricercatore che incontro e cioè “Quando pensi sarà disponibile una terapia che renda la paralisi reversibile?” Come sempre nessuno sa darci la risposta ma so che la dottoressa Anderson comprende bene la nostra frustrazione dato che anche lei convive con una lesione spinale da circa 29 anni.
Quindi ho chiesto: “I ricercatori lavorano in molte direzioni diverse, esoscheletri, stimolazione elettrica, terapia genica, terapia cellulare, ecc. Qual è secondo lei la linea di ricerca che dovrebbe avere la priorità al momento dato che il nostro obiettivo è uscire dalle sedie?” La dott.ssa Anderson ritiene che tutte le linee di ricerca siano importanti per la cura delle lesioni del midollo spinale in quanto a suo dire non sarà necessariamente una sola terapia che alla fine ci permetterà di “curarci”, ma avremo bisogno di una gamma di attrezzature per la terapia fisica insieme a un trattamento, o addirittura una gamma di trattamenti differenti per curare la paralisi.
Ho infine chiesto se anche Lei avesse l’impressione che dopo la morte di Christopher Reeve, con il passare degli anni il focus della cura in generale sia in qualche modo diminuito, la dott.ssa Anderson mi ha risposto che è proprio per questo che la consapevolezza è così importante e che quanto fatto dalle Cure Girls e da altri come noi è importantissimo per sensibilizzare ed educare e ha aggiunto che è sicura che le Cure Girls non si arrenderanno mai!

Cure Girl Lolly

Donati 10.000 € a Spinal Research UK

Le Cure Girls sono orgogliose di annunciare che in seguito agli incontri avvenuti a Londra, la Marina Romoli Onlus ha deciso di donare € 10.000 a Spinal Research, una delle più note fondazioni britanniche nel campo del finanziamento della ricerca internazionale per lo sviluppo di trattamenti efficaci per rendere reversibile la paralisi causata da lesioni del midollo spinale.

Dopo il nostro incontro a Londra di agosto 2017 con Alison Wadley (responsabile marketing e comunicazione di Spinal Research), la prof.ssa Elizabeth Bradbury (professoressa di medicina rigenerativa e neuroplasticità) e il suo team al King’s College di Londra, le Cure Girls sono state positivamente impressionate dal lavoro di Spinal Research e della Prof. Elizabeth Bradbury, e hanno deciso di contribuire ancora di più rispetto a quanto avevano già fatto negli anni prededenti. L’associazione benefica italiana ‘Marina Romoli Onlus’ fondata dalla Cure Girl Marina Romoli ha deciso allora di fare una donazione di 10.000 € a Spinal Research.

_DSC4467Questa donazione andrà al progetto CHASE-IT di Spinal Research per sviluppare una terapia efficace per la lesione del midollo spinale utilizzando le proprietà di potenziamento della neuroplasticità dell’enzima batterico condroitinasi.

Auguriamo buona fortuna a tutti i ricercatori coinvolti nel progetto e speriamo che questo sforzo ci porti una terapia efficace per le lesioni croniche del midollo spinale.

 Cure Girls

Qualche informazione sul progetto CHASE-IT

Lo scopo del progetto CHASE-IT è sviluppare una terapia efficace per le lesioni del midollo spinale utilizzando le proprietà di potenziamento della neuroplasticità dell’enzima batterico condroitinasi.

La condroitinasi è in grado di modificare il tessuto cicatriziale che si sviluppa dopo una lesione spinale e favorire il ricablaggio del sistema nervoso.

Ricercatori:

Professoressa Elizabeth Bradbury, King’s College di Londra

Dr Elizabeth Muir, Università di Cambridge

Professor Joost Verhaagen, Netherlands Institute for Neuroscience

Professore Rafael Yáñez-Muñoz, Royal Holloway University di Londra

La motivazione a sviluppare il progetto CHASE-IT deriva dalla importante scoperta che l’enzima condroitinasi, somministrato tramite la terapia genica, porta a esiti neurologici molto migliori rispetto all’iniezione diretta dell’enzima, in particolare nelle lesioni da contusione. Ciò è stato reso possibile solo dalla reingegnerizzazione molecolare della condroitinasi, sviluppata dalla dott.ssa Liz Muir e dai colleghi dell’Università di Cambridge, che ha creato una versione della condroitinasi che potrebbe essere espressa dalle cellule umane.

Le sfide nello sviluppare un trattamento di terapia genica per le lesioni del midollo spinale sono notevoli.

I team stanno studiando la riduzione della tossicità, la possibilità di formazione di tumori e il trattamento del tessuto bersaglio.

Gli studi hanno dimostrato che il rilascio della condroitinasi mediante terapia genica ha dato risultati molto migliori rispetto all’iniezione diretta della proteina batterica.

Incoraggiato da questo, il consorzio CHASE-IT è ora focalizzato sull’ottimizzazione dell’approccio della terapia genica per renderla clinicamente accettabile. Inizialmente ciò significava lo sviluppo di un modo efficace per attivare il trattamento “on” e “off” quando usato nei pazienti, poiché si tratta di un problema chiave per la sicurezza.

A novembre 2016 il team del King’s College di Londra ha identificato un antibiotico adatto, chiamato doxiciclina, che agisce in questo modo. Hanno scoperto che i diversi livelli tra gli stati “on” e “off” erano estremamente elevati con questo farmaco, il che significa che potevano vedere l’enzima funzionare e non funzionare. Questo fa ben sperare per un’applicazione clinica sicura poiché significa che le sue azioni possono essere monitorate e gestite in modo efficace.

Altrettanto emozionante è stato scoprire che il trattamento a lungo termine ha mostrato, per la prima volta, miglioramenti molto significativi nella zampa anteriore e nella zampa in un trauma contusivo. Queste funzioni sono sotto il controllo del tratto corticospinale (CST) che è noto per essere particolarmente povero nella sua risposta rigenerativa. Il CST è anche noto per essere molto importante per la funzione motoria nell’uomo, permettendo il movimento del corpo.

Il prossimo stadio di sviluppo ha quattro elementi chiave:

  1. Dimostrare che la terapia genica condroitinasi “on-off” funziona in diversi tipi di lesione.
  2. Trasferire il meccanismo della terapia genica sviluppato con un vettore lentivirale (LV), in un vettore virale adeno-associato (AAV) più clinicamente accettabile.3. Eliminare qualsiasi espressione di fondo della condroitinasi quando il sistema è in stato “off”.
  3. Confermare che la condroitinasi-AAV conserva un’efficacia comparabile a quella della condroitinasi-LV.

Traduzione by Cure Girl Barbara Bucci