Praticate Sport In Sicurezza: “La paralisi: Se la conosci cerchi di evitarla!

BLOG BY MARINA ROMOLI ONLUS

Non solo un progetto, ma anche un’esortazione rivolta ai giovani delle scuole che la Marina Romoli Onlus ha deciso di incontrare per far conoscere loro cosa significa realmente avere una lesione spinale e cosa sia necessario fare per cercare di renderla curabile. Venerdì 24 febbraio 2017 è stata la volta dei piccoli studenti dell’Istituto Comprensivo L.G. Poma di Garlasco. Dopo il successo del concorso fotografico rivolto ai ragazzi delle scuole medie che lo scorso anno ha dato il via all’iniziativa ideata da Loredana Longo e Marina Romoli,  si è deciso di continuare e promuovere una serie di incontri rivolti a sensibilizzare i più giovani sugli obiettivi della Marina Romoli Onlus anche grazie alla presenza dei nostri testimonial sportivi.

A Garlasco sono intervenuti tre grandi nomi dello sport di calibro internazionale: l’apneista Mike Maric, detentore di svariati record, esperto di respirazione e coach di campioni tra i quali Federica Pellegrini, Max Verderosa plurititolato interprete delle SuperMoto e Igor Cassina oro olimpico nella ginnastica artistica alle olimpiadi di Atene 2004.

23

Tutti i protagonisti hanno parlato di sicurezza, intesa non solo come la necessità di proteggersi dai gravi rischi di incidenti nelle attività di pratica sportiva, ma anche della sicurezza nei propri mezzi per affrontare le sfide che la vita propone.

“E’ importante che si sappia che essere paralizzati non significa solo muoversi con una sedia rotelle” commenta Loredana Vice Presidente Marina Romoli Onlus e fondatrice delle Cure Girls, “Io e Marina ci battiamo insieme alle altre Cure Girls perché la paralisi diventi curabile. Purtroppo gli incidenti sportivi sono una delle maggiori cause di lesione spinale per questo abbiamo pensato di proporre ai giovani il progetto praticate sport in sicurezza con il supporto dei tanti campioni nostri testimonial sperando di rendere i ragazzi maggiormente consapevoli e cercare di sensibilizzarli verso tematiche importanti come la sicurezza nella pratica sportiva e il supporto alla ricerca medica di una cura per la paralisi. I bimbi delle scuole elementari di Garlasco sono stati bravissimi perché hanno dimostrato di aver riflettuto e capito quanto fosse importante il messaggio che eravamo andati a trasmettere. Pensiamo che sia giusto infatti che i bambini vivano con spensieratezza la loro età ma che sia nostro dovere spiegare loro cosa possa significare non poter più fare ciò che diamo per scontato in assoluta indipendenza a causa di una lesione spinale.”

4Max Verderosa aggiunge: “Sono felicissimo di aver preso parte al progetto di Loredana e Marina. La loro determinazione fa scuola a tutti ed è per questo che da quando le ho conosciute ho deciso di sostenerle perché la paralisi possa essere un giorno solo un brutto ricordo. L’incontro coi bimbi è stato davvero emozionante, i ragazzi mi hanno riservato un’accoglienza meravigliosa e sono sicuro che faranno tesoro di quanto appreso oggi. Avrei tanto voluto che alla loro età qualcuno mi dicesse ciò che abbiamo insegnato loro oggi”.

Igor Cassina continua: L’incontro di oggi mi ha regalato tante emozioni, parlare del proprio Percorso Sportivo e di Crescita Personale ai ragazzi mi arricchisce ogni volta, i Valori della Vita quali Rispetto e Disciplina sono alla base ed è importante che possano comprendere quanto lo Sport con lealtà e umiltà possa insegnare a diventare migliori, le rinunce di pari passo agli obiettivi ci mettono nella condizione di realizzare i nostri Sogni e i ragazzini che ho incontrato oggi mi hanno dato tanta carica, ci hanno preparato un fantastico disegno e Auguro a loro di coltivare la loro passione e migliorarsi ogni giorno!”.3

Mike Maric  conclude : Poter rivivere i miei sogni grazie agli occhi dei ragazzi mi permette di capire ogni volta quanto sia importante trasmettere i valori di: vita, onestà, rispetto, educazione. La crescita personale legata alla sicurezza in ogni tipologia di attività sportiva rappresentano la condizione necessaria per vivere appieno la vita”

Per vedere foto e video clicca qui

Le Cure Girls sponsorizzano una collaborazione tra due importanti università degli Stati Uniti

cg-and-prof-silver02/10/2017 – Le Cure Girls sponsorizzano una collaborazione tra due importanti università degli Stati Uniti

A seguito dei meeting che le Cure Girls hanno avuto a Londra nel settembre 2016 l’Associazione Marina Romoli Onlus  ha deciso di sponsorizzare un progetto di ricerca che vede la collaborazione della Case Western Reserve University (CWRU) e della The Ohio State University (OSU). La sponsorizzazione totale è stata di $50.000 ($25.000 per CWRU e $25.000 per OSU).

Il titolo del progetto è: Promoting functional reorganization in the injured spinal cord using a combinatorial strategy to maximize recovery” – (“Promuovere la riorganizzazione funzionale nel midollo spinale lesionato usando una strategia combinata per massimizzare il recupero”)

Il progetto di ricerca verrà supervisionato dal Prof. Jerry Silver per la CWRU e dal Dr. Andrea Tedeschi per (OSU). dr-andrea-tedeschiQuesto progetto di ricerca se avrà successo potrebbe essere di cruciale importanza per arrivare a sviluppare terapie efficaci per curare sia la lesione spinale acuta che quella cronica. Per maggiori dettagli riportiamo qui sotto un riassunto del progetto di ricerca.

L’Associazione Marina Romoli Onlus ringrazia tutti coloro che l’hanno supportata ed in particolare l’Associazione “RIIM” che ha finanziato metà progetto.

“Per  noi è un onore sponsorizzare una collaborazione fra due prestigiose università americane e cogliamo l’occasione per augurare tanta fortuna al Prof. Silver e al Dr. Tedeschi!”

Marina Romoli – Presidente  MRO

Riassunto del progetto

Problema: Le lesioni al midollo spinale danneggiano le fibre nervose (dette “assoni”) ascendenti e discendenti, ciò causa la perdita di funzioni motorie e sensoriali.

Target: Promuovere la riorganizzazione funzionale nel midollo spinale lesionato utilizzando una strategia combinata per massimizzare il recupero.

Goal: Valutare l’efficacia terapeutica della combinazione di Intracellular Sigma Peptide (ISP) con Pregabalin.

Le lesioni del sistema nervoso centrale (SNC) causano permanenti deficit motori, sensoriali e cognitivi a causa della limitata capacità di riparazione del SNC. Al momento non esistono ancora terapie efficaci per ottenere un recupero funzionale negli individui che hanno avuto un danno al midollo spinale. Tuttavia negli ultimi decenni è stato fatto un considerevole sforzo di ricerca per comprendere i meccanismi cellulari e molecolari che controllano la mancata rigenerazione delle fibre nervose. Numerosi studi hanno dimostrato che la presenza di un ambiente ostile e di uno scarso potenziale rigenerativo intrinseco nella maggior parte dei neuroni del SNC sono responsabili della mancata rigenerazione e della conseguente mancanza di recupero funzionale nei mammiferi adulti. Un’ipotesi intrigante che aiuta a spiegare la mancata rigenerazione specialmente quando la lesione diventa cronica è che le estremità degli assoni tranciati sembrano formare una sorta di legame sinaptico con cellule precursori della  glia nella zona della lesione il che li intrappola indefinitivamente (Filous et al., 2014). Al fine massimizzare il potenziale per una rigenerazione funzionale sarà necessario rilasciare questo “freno” e superare simultaneamente barriere alla rigenerazione intrinseche ed estrinseche. Quindi una singola strategia è improbabile che possa portare ad una completa riparazione del sistema nervoso centrale danneggiato. La disposizione temporale e spaziale dei meccanismi neuronali intrinsechi ed estrinsechi è cruciale per lo sviluppo di strategie aventi lo scopo di  creare condizioni più favorevoli ad ottenere un recupero funzionale.

Attraverso la diminuzione dell’interazione con substrati ricchi di CSPG  (Chondroitin sulfate proteoglycans), una delle maggiori barriere estrinseche alla rigenerazione, l’amministrazione di un peptide membrana-permeabile (Intracellular Sigma Peptide: ISP) che si lega e disattiva “protein tyrosine phosphatase σ (PTPσ)” ha consentito un sostanziale recupero in ratti dopo una lesione contusiva severa del midollo spinale (Lang et al., 2015). L’intenso germogliare di fibre serotonergiche al di sotto della lesione è correlato ad un recupero funzionale in questi animali (Lang et al., 2015). Studi in vitro hanno mostrato che ISP ha un effetto notevole anche sui neuroni sensoriali adulti col risultato di farli  rigenerare attraverso una potente barriera inibitoria di CSPG. Tuttavia l’effetto di ISP sugli assoni sensoriali in vivo deve ancora essere testato. Pregabalin (PGB), un potente gabapentinoide comunemente usato nel trattamento del dolore neuropatico dopo una lesione midollare, si è rivelato efficace nel promuovere una robusta rigenerazione delle fibre sensoriali ascendenti in topi adulti dopo una lesione  midollare  boccando  Alpha2delta2, un ricettore neuronale che è anche un componente critico dell’intrinseco “freno” molecolare della crescita assonale (Tedeschi et al., 2016).  

L’obiettivo di questo studio e di valutare la potenzialmente forte sinergia terapeutica della combinazione di ISP con Pregabalin per massimizzare la riorganizzazione funzionale e strutturale in acuto, ma specialmente in modelli sperimentali di lesione midollare cronica. Se questo studio avrà successo potrebbe avere un impatto significativo nel futuro trattamento clinico per promuovere il recupero neurologico in pazienti con lesione midollare.

Cure Girl Loredana

Cure Girls sponsor a collaboration between two prestigious US universities

cg-and-prof-silver02/10/2017 Cure Girls sponsor a collaboration between two prestigious US universities

As a result of the meetings the Cure Girls had in London in September 2016 The Marina Romoli Onlus Association (MROA) is now sponsoring a new collaborative research project between Case Western Reserve University (CWRU) and The Ohio State University (OSU). The total contribution has been of $50.000 ($25.000 for CWRU and $25.000 for OSU).

The title of the project is:Promoting functional reorganization in the injured spinal cord using a combinatorial strategy to maximize recovery”

The Research will be supervised by Prof. Jerry Silver, principal investigator for CWRU and Dr. Andrea Tedeschi, principal investigator for OSU. dr-andrea-tedeschiThis research project, if successful, will bring us much closer to finding therapies to reverse both acute and Chronic Spinal Cord Injury. For more details about the research project see the abstract below. 

MROA wants to thank all the supporters, in particular the association named “RIIM” that made a contribution to MROA to fund half project.

“It is an honor for MROA to sponsor a collaboration between these two very prestigious US Universities and we wish the best of luck to both Prof. Silver and Dr. Tedeschi!” 
Marina Romoli – President of  MRO

About Marina Romoli Onlus Association:

The Marina Romoli Onlus Association was created in 2011 when the professional cyclist Maria Romoli became paraplegic after she was hit by a car during a training session. The association has the goal to support medical research to find a cure for chronic spinal cord injury and to provide financial support to athletes that become disabled practicing sport activities, in particular to the ones who become paralyzed due to spinal cord injury.                                                                           

Project Abstract                                                                                    

Problem: Injuries to the spinal cord disrupt ascending as well as several descending axonal tracts, ultimately leading to both sensory and motor impairment.                                                                                      

Target: Promoting functional reorganization in the injured spinal cord using a combinatorial strategy to maximize recovery.

Goal: Assessing the therapeutic efficacy of combining intracellular sigma peptide with Pregabalin.

Injuries to the adult mammalian central nervous system (CNS) cause devastating long-term sensory, motor and cognitive disabilities due to limited sprouting and axon regeneration failure. No therapeutic strategy that restores function is currently available for individuals that have suffered damage to their spinal cords. Over the last few decades, a considerable amount of research has been devoted to investigating the cellular and molecular mechanisms controlling axon growth and regeneration failure. A number of studies have demonstrated that the presence of a non- permissive environment and the poor intrinsic growth potential of most CNS neurons accounts for regeneration failure and lack of functional recovery in the adult. One intriguing hypothesis that helps explain regeneration failure especially at chronic time points after injury is that the tips of severed axons (so-called dystrophic endballs) form synaptic-like connections with glial precursor cells within the lesion penumbra which entraps them indefinitely (Filous et al., 2014). We will need to release this ”brake” and overcome other extrinsic and intrinsic barriers simultaneously in order to maximize any potential for functional regeneration. Thus, one single strategy is unlikely to fully repair the damaged CNS. Spatial and temporal arrangement of neuronal extrinsic and intrinsic mechanisms is crucial for the development of strategies aimed at creating more favorable conditions for functional recovery.

By decreasing interaction with CSPG-rich substrates, one of the major extrinsic barriers to regeneration, administration of a membrane-permeable peptide (Intracellular Sigma Peptide: ISP) that binds and inactivates protein tyrosine phosphatase σ (PTPσ) has allowed substantial recovery in rats after severe spinal cord contusion injury (Lang et al., 2015). Extensive sprouting of serotonergic fibers below the site of injury correlated with functional recovery in these animals (Lang et al., 2015). In vitro studies showed that ISP also has a dramatic effect on adult sensory neurons, which resulted in their ability to regenerate past a potently inhibitory CSPG barrier. However, the effect of ISP on sensory axon regeneration in vivo after SCI has not yet been investigated. Pregabalin (PGB), a potent gabapentinoid commonly used to treat neuropathic pain after SCI, has been recently shown to promote robust regeneration of ascending sensory axons in adult mice after SCI by blocking Alpha2delta2, a neuronal receptor and critical component of the intrinsic molecular “brake” of axon growth and regeneration (Tedeschi et al., 2016).

The goal of the proposed study is to assess the potential for strong therapeutic synergy by combining intracellular sigma peptide with Pregabalin to maximize structural and functional reorganization in acute but especially chronic experimental models of SCI. If successful, this study may have significant impact on the design of clinical interventions aimed at promoting neurological recovery in SCI individuals.

Cure Girl Loredana

                                                                   

Grazie Prof. Raisman! R.I.P.

Cure Girls at NSIFOggi è un giorno molto triste per le Cure Girls e per tutte le persone che vivono con una paralisi causata da lesione al midollo spinale. Abbiamo saputo infatti, che il Prof. Geoffrey Raisman è scomparso lo scorso Venerdì 27 gennaio 2017. (Leggi comunicato stampa UCL)

Ho incontrato il Prof. Raisman insieme ad altre Cure Girls esattamente 2 anni fa, il 27 gennaio 2015, come riportato qui.

Il Prof. Raisman ha dedicato tutta la sua carriera alla ricerca per trovare una cura per le lesioni spinali ed è stato abbastanza folle da credere che una cura fosse possibile quando sembrava davvero impossibile curare la paralisi. Solo per questo merita la nostra eterna stima  e gratitudine. Sono sicura che il Suo nome avrà un posto nei libri di storia della ricerca medica!

Il Prof. Raisman era uno scienziato di fama mondiale e abbiamo perso una grande fonte d’ispirazione. Il suo straordinario lavoro ed il team che ha formato presso l’University College di Londra (UCL), ora saranno portati avanti dal professor Ying Li e dal dottor Daqing Li.

Esprimiamo le più sincere condoglianze alla moglie e alla sua famiglia.

Grazie prof. Raisman, riposa in pace.

Cure Girl Loredana

Thank You Professor Raisman – R.I.P.

Cure Girls at NSIFToday it’s a very sad day for the Cure Girls and all people living with paralysis caused by spinal cord injury (SCI), because we have learned that Prof. Geoffrey Raisman passed away on Friday 27 January 2017. Read More

Our thoughts are with his wife and family at this time.

I have met prof. Raisman together with other Cure Girls in January 2015 as reported here

Prof. Raisman has dedicated his whole research career to find a cure for SCI. He was crazy enough to believe a cure was possible when it really seemed impossible to cure paralysis. Just for that he should be remembered as a hero and deserve our eternal gratitude.

I am sure his name will have a place in history books of medical research.

Prof. Raisman was a world class scientist and we have lost a great inspiration, his tremendous work and the team that he has developed at University College London (UCL) now led by Professor Ying Li and Dr Daqing Li will ensure his legacy remains.

His discoveries will not be lost as his team will continue his brilliant work.

Thank you prof. Raisman, Rest In Peace.

Cure Girl Loredana

 

Cure Girl Lolly Cycles 300 miles & on a 3 month alcohol ban for NSIF

On Thursday 19th January 2017 I completed my 4th virtual cycle to raise money for a cure for paralysis.

I decided to set myself the toughest challenge yet by not only cycling the furthest distance I’ve ever cycled but also to make the challenge even more difficult by going on a 3 month alcohol ban too! The way I look at it if it’s not really that difficult then it’s not a proper challenge! Plus I suppose I’m a sucker for punishment! Lol. I really wanted to raise as much money as I possibly could for the Nicholls Spinal Injury Foundation who fund the vital research on chronic spinal cord injury in Poland at the moment by Professor Raisman and the team.
lolly-for-nsif-2017
I was delighted to have finished my 300 mile cycle (equivalent distance from Rome to Cannes) in 12 days, beating all my previous cycling records! I managed to raise over £2,500 for the charity and have officially cycled 1,138 miles for a cure and also raised over £8,000 in my virtual cycles alone!

I am just coming up for being 1 month booze free so I still have another 2 months to go!!! Eeeekkkkk!!! My justgiving page is still open and will be for a while so if you can spare a sponsor I’d be so grateful. https://www.justgiving.com/fundraising/Lorraine-Mack4

I am so touched by everyone’s generosity so far and all of my lovely messages of support. I really couldn’t do this without you amazing people! I’ll carry on doing everything I possibly can by fundraising and raising awareness for a cure for chronic spinal cord injury! #teamnevergiveup

Cure Girl Lolly

Society for Neuroscience Meeting 2016- Il report del meeting a cura di Sam Maddox

San Diego, California – Il meeting annuale della “Society For Neuroscience” (SFN) si è tenuto a San Diego in novembre ed ha visto la partecipazione di oltre 30 000 ricercatori provenienti da 90 stati. Sono stati presentati oltre 15 000 studi riguardanti una grande varietà di patologie del cervello e del midollo spinale.Neuroscience 2016

Il meeting riempie un grande convention center con tante file di bacheche 1,5m per 1m, dove sono appesi poster in cui si illustrano i risultati di esperimenti recenti. L’area di esposizione é divisa in vari temi ed ogni poster viene esposto solo per mezza giornata. L’autore principale dello studio di solito è presente per rispondere alle domande dei visitatori. Una caratteristica importante dei poster è che spesso riportano i risultati di ricerche non ancora pubblicati, quindi sono notizie fresche che danno l’idea di cosa ci si può aspettare in futuro in questo campo.

Il resto dello spazio include espositori che vendono ogni sorta di attrezzatura per fare ricerca in questo campo come microscopi del costo di milioni di dollari. Si nota una grande diversità all’interno del campo delle neuroscienze sia dal punto di vista della scienza che dal tipo di attrezzature necessarie per fare ricerca.

Ci sono molte aree di ricerca specifiche come l’alzheimer, ischemia, dolore, sclerosi multipla, degenerazione della vista, autismo, traumi cerebrali, ecc.

Tra tutte queste informazioni, sono andato alla ricerca di ciò che riguarda le lesioni midollari croniche. La maggior parte di ciò che viene presentato al SFN riguarda ricerca di laboratorio non ancora applicabile all’uomo, una miriade di ipotesi vengono testate nella speranza di scoprire qualcosa di nuovo del sistema nervoso centrale. Il meeting può essere travolgente, ma la navigazione verso l’area che interessa ad un visitatore adesso è resa più facile da strumenti disponibili online e da app per smartphone. Per chi volesse saperne di più questo è il programma dove è possibile fare ricerche per argomento.

In questo articolo parlerò di alcune ricerche promettenti che riguardano la lesione spinale cronica:

1) modificazione della cicatrice per permettere ai nervi di crescere attraverso un ambiente ostile;

2) uso di terapie cellulari per indurre un recupero funzionale dopo una lesione midollare.

La cicatrice:

Dopo la lesione al midollo spinale l’area danneggiata perde molte cellule nervose che vengono portate via dalla risposta immunitaria e si ha la formazione di una cavità contornata da un tipo di tessuto cicatriziale che delimita la zona della lesione. I nervi hanno una certa capacità di crescita dopo il trauma, ma questa cicatrice rappresenta una barriera. Jerry Silver, uno scienziato della Case Western Reserve University di Cleveland, Ohio – USA, è stato il primo a caratterizzare questo componente della cicatrice (chondroitin solfato proteoglicani) e a cercare un modo per rimuoverla.  Il prof. Silver e altri ricercatori hanno scoperto un enzima batterico chiamato condroitinase in grado di disgregare la cicatrice anche nelle lesioni croniche. Chi segue la ricerca sulle lesione spinali croniche ne avrà sentito parlare con il soprannome di “Chase” che è stato usato negli esperimenti per permettere agli assoni di superare la cicatrice e portare ad un recupero funzionale significativo. E’ un’idea semplice: applicare l’enzima per aprire la strada alla rigenerazione ma al momento ci sono ancora problemi per applicare il Chase in maniera sicura nell’uomo.

In precedenza il prof. Silver ha usato il Chase insieme con un piccolo trapianto di nervo periferico per ricollegare il midollo e recuperare la funzione respiratoria in animali da laboratorio tetraplegici. Nel 2011 ha detto: “Il nostro lavoro è attualmente la dimostrazione più convincente del ripristino di funzioni dopo la paralisi”.

Mentre visitavo i vari poster ho incontrato il Prof. Silver che è sicuramente uno dei ricercatori più speranzosi per quanto riguarda la lesione midollare cronica e raccontava con entusiasmo del recupero straordinario ottenuto nella sua ultima ricerca dove animali con paralisi da lui definita “super cronica” (un anno e mezzo dopo la lesione) hanno recuperato la capacità di respirare in modo quasi normale dopo un’applicazione di Chase e serotonina (una sostanza necessaria per la trasmissione nervosa).

“Questo è il risultato di 30 anni di lavoro”, ha detto il prof. Silver. “Sembra che più sia cronica la lesione, migliore sia il risultato. Avevamo degli animali con lesione  midollare che gli paralizzava uno dei due polmoni di cui ci eravamo quasi dimenticati ed allora abbiamo pensato di usarli per fare un esperimento un po’ azzardato. Il risultato è stato straordinario, in due settimane c’è stato un recupero quasi completo della respirazione. A volte gli incidenti portano cose buone!”

Il prof. Silver ha continuato dicendo che adesso intende cercare il modo di far funzionare questa terapia anche per recuperare altre funzioni oltre la respirazione come l’uso delle mani o il controllo della vescica usando il Chase o un peptide sviluppato dal suo laboratorio capace di evitare che le fibre nervose che tentano di ricrescere si blocchino su una proteina zuccherosa.

Quando ho incontrato il prof Silver, stava guardando il poster presentato da Emily Burnside, un membro del laboratorio di Elizabeth Bradbury del King’s College di Londra che sono dei leader nello studio dell’uso di Chase nelle lesioni midollari. La prof Bradbury è impegnata in un progetto di ricerca chiamato “CHASE-IT”, che ha lo scopo di sperimentare questa terapia sull’uomo. Questa progetto è finanziato dalla fondazione “Spinal Research” che ha sede a Londra.

emily-burnsideLo studio di Emily Burnside “Regulateable Chondroitinase ABC” gene therapy as a treatment for spinal cord injury” (Terapia genetica per la Regolabilità del Chase come trattamento delle lesioni midollari) potrebbe accelerare i tempi per la sperimentazione sull’uomo del Chase. La dr.ssa Burnside ha spiegato che uno dei problemi del Chase è che una volta somministrato rimane attivo per pochi giorni, mentre servirebbe che rimanesse attivo più a lungo, quindi andrebbe iniettato ripetutamente nel midollo.  Nel suo studio hanno somministrato il Chase al midollo spinale lesionato di animali attraverso una strategia per modificare geneticamente le cellule nella zona della lesione in modo che le cellule stesse producessero il Chase. In questo modo si è risolto il problema di doverlo iniettare ripetutamente e si è ottenuto sia un forte contenimento del danno che un recupero funzionale importate sia in lesioni midollari a livello toracico che cervicale.

Un problema di questo approccio è che ad un certo punto si deve cessare la produzione di Chase da parte delle cellule, altrimenti si potrebbero avere effetti indesiderati. La dott.ssa Burnside ha risolto questo problema introducendo un altro virus che funziona come un interruttore in modo da poterne cessare la produzione quando necessario.

Il team della prof.ssa Bradbury ha presentato i risultati anche di altre ricerche. In uno studio particolarmente interessante condotto in collaborazione con il prof. James Guest del “Miami Project to Cure Paralysis” i ricercatori hanno ottenuto un recupero funzionale in primati a cui è stato somministrato il Chase in combinazione con un trapianto di cellule di Schwann. Il prof. Guest attualmente sta conducendo una sperimentazione sull’uomo in cui si trapiantano cellule di Schwann su pazienti con lesione midollare da almeno un anno.

Successivamente ho visto un altro poster riguardante la cicatrice. In questo studio svolto nei laboratori di Michael Sofroniew dell’Università della California di Los Angeles (UCLA) si dimostra che gli astrociti (un tipo di cellula che compone il tessuto cicatriziale) non sono un ostacolo alla rigenerazione come si pensa, ma invece aiutano la rigenerazione stessa. Infatti in questo studio in cui hanno somministrato dei farmaci che aiutano la rigenerazione delle fibre nervose, hanno visto una maggiore rigenerazione negli animali in cui gli astrociti erano presenti rispetto a quelli in cui erano stati rimossi.

Terapie Cellulari

Paul Lu è un ricercatore che lavora a San Diego nel laboratorio del prof. Mark Tuszynski, unpaul-lu ricercatore esperto che come il prof. Silver non ha mai perso la speranza nel cercare il modo di rigenerare il midollo spinale. Il dr. Lu è personalmente motivato a trovare una cura per le lesioni midollari croniche in quanto egli stesso è paralizzato dal 1996 a seguito di un incidente stradale. Egli ha condotto diversi studi molto importanti basati sull’uso di cellule staminali. In particolare in uno studio del 2012, in cui  ha trapiantato nel midollo spinale cellule staminali neurali insieme alla somministrazione di un cocktail di farmaci che aiutano la rigenerazione, ha ottenuto una crescita abbondante di fibre nervose e anche se ciò per ora non è stato accompagnato da un recupero funzionale il dr. Lu ci sta lavorando per poterci arrivare.

In uno degli studi che ha presentato al SFN sono state trapiantate cellule neurali in primati e anche in questo caso si è visto che le cellule trapiantate si sono sviluppate generando fibre nervose lunghe fino a 50mm, ma questa tecnica necessita di essere ottimizzata prima che la si possa testare nell’uomo.

In un altro poster sono stati presentati i risultati di un altro esperimento in cui dopo un trapianto di cellule leggermente diverse, si è ottenuta un crescita delle fibre nervose danneggiate dalla lesione invece che la crescita di fibre nervose dalle cellule trapiantate e ciò ha portato anche ad un recupero funzionale. Questo studio è stato fatto nella fase sub-acuta (due settimane dopo la lesione), ma attualmente stanno testando questa terapia anche nelle lesioni croniche.

Un’altra area su cui il prof. Tuszyski e il dr. Lu stanno lavorando è l’uso di cellule attivabili con la luce (optogenetica) allo scopo di ottenere migliori connessioni e di poterle attivare e disattivare nel corso degli esperimenti. Inoltre stanno anche lavorando sui “master regulators” ovvero i geni che potrebbero attivare la rigenerazione delle fibre nervose.

Il Dr. Lu mi ha spiegato che il prossimo grande miglioramento riguarderà le cellule, nel senso che adesso sono state sviluppate tecniche per modificare le cellule del proprio corpo in modo da ottenere un tipo di cellula che svolga precisamente il lavoro necessario per riparare il danno al tessuto midollare. Queste cellule sono chiamate iPSC  (induced Pluripotent Stem Cells).

C’erano molti poster che riguardavano le iPSC e se è vero che per molti aspetti le iPSC sono più sicure delle cellule staminali embrionali anche le iPSC come le embrionali possono formare tumori, quindi è necessario arrivare ad una qualità genetica tale da poter escludere totalmente il rischio che le cellule possano sviluppare tumori prima di poterle testare nell’uomo.

Il Laboratorio di Michael Fehlings dell’Università di Toronto lavora attivamente su diverse potenziali terapie per le lesioni midollari, incluse le iPSC. In un poster presentato alla SFN dal suo gruppo di ricerca si spiega che hanno trapiantato cellule modificate per produrre una molecola che aiuta la crescita di fibre nervose chiamata GDNF. Negli animali sono state trapiantate le cellule due settimane dopo la lesione (quindi questa non è considerata una lesione cronica), ma hanno mostrato un recupero migliore di quelli a cui sono state trapiantate cellule senza questa modifica.

Alla fine però potrebbe non esserci la necessità di trapiantare cellule dall’esterno perché alcuni ricercatori hanno trovato il modo di manipolare le cellule già presenti nel nostro corpo in modo che svolgano le funzioni necessarie alla riparazione del danno al midollo spinale.

Il dr. Lu ha notato il lavoro di Chun-Li Zhang, del UT Southwestern Medical Center di Dallas (USA) che ha riprogrammato astrociti presenti nella cicatrice trasformandoli in neuroni.

Il prof. Zhang ha presentato al SFN uno studio in cui ha creato motoneuroni spinali partendo da cellule della pelle. Poi ha presentato anche un altro studio (a cui faceva riferimento il dr. Lu) che riguarda la riprogrammazione di neuroni in animali viventi che ha un grande interesse per le lesioni midollari in cui concludono dicendo: “Our ability to successfully produce a large population of long-lived and diverse subtypes of new neurons in the adult spinal cord provides a cellular basis for regeneration-based therapy for SCI.” (La nostra capacità di produrre una grande e longeva popolazione di diversi sotto-tipi di nuovi neuroni nel midollo spinale adulto fornisce una base cellulare per terapie basate sulla rigenerazione per le lesioni midollari).

– by Sam Maddox